La Testimonianza di Letizia


Carissima Maria Lucia,

eccomi finalmente a scriverti.

Lo faccio oggi perché ho atteso il 1º ottobre scorso, data in cui mia cognata L. ha fatto la visita ematologia a conclusione del ciclo di chemio e di radio e tale visita ha confermato la remissione del tumore.

Ho ripreso in mano tutta la documentazione medica e ripercorrendo tutte le tappe posso soltanto dire Grazie a Gesù a Maria ed ai nostri Santi intercessori. Nel racconto ho messo solo l’inziale del nome perché non so se L. vuole rendere pubblica la sua vicenda. Fammi sapere se va bene così.

Ecco allora la mia testimonianza:

Il calvario di L. ( moglie di mio fratello e madre di due bimbe piccole ) inizia nel dicembre 2007 e precisamente dal rientro a Roma dopo il ponte dell’Immacolata, quando scopre di avere numerosi linfonodi del collo ingrossati.

Il suo medico curante le fa fare le analisi del sangue pensando si tratti di mononucleosi, quindi - esclusa questa ipotesi - la dirotta a vari specialisti, che le fanno perdere solo tempo e denaro (un internista sospetta problemi alla tiroide, un odontoiatria le somministra antibiotici per infezioni paradontali, un otorino le prescrive un tampone faringeo ecc..).

Si arriva quindi al consulto con un immunologo nel mese di febbraio 2008, durante la visita entra “per caso” una dottoressa specializzanda, la quale suggerisce al Professore di fare l’esame istologico di un linfonodo.

L’intervento chirurgico avviene il 26 marzo 2008 al Policlinico Umberto I di Roma e dura più di un’ora.

La dottoressa specializzanda, che ha suggerito di togliere il linfonodo assiste all’operazione ed il chirurgo le dice: “ Scegli tu il linfonodo da esaminare” la sua scelta si rivelerà fondamentale …

La prima volta che ho incontrato questa dottoressa, mentre accompagna L. in sala operatoria, ho notato che aveva al dito una coroncina del rosario, identica a quella che porto io e ciò mi ha rassicurata.

Sono certa che la Madonna ha guidato la sua mano nel momento in cui con il dito ha indicato il linfonodo !!!

Il linfonodo scelto si rivela molto profondo e si decide quindi di analizzarne anche un altro.

Il 3 aprile 2008 L. è chiamata d’urgenza al Policlinico dove si reca insieme a mio fratello e qui le comunicano il risultato dell’esame istologico: linfoma di Hodgkin.

La diagnosi Istologica è la seguente:

Materiale in esame costituito da due linfonodi del diametro massimo di cm 2.5 e cm. 1.5 circa, istologicamente sede di compromissione ( parziale) da processo linfoproliferativo con caratteristiche cito-istomorfologiche ed immunoistologiche del complesso suggestive per diagnosi di linfoma di Hodgkin classico sec. WHO, di tipo scleronodulare ( in fase cellulare).

Immunofenotipo cellule H/RS: CD30+, CD15/CD20.

Naturalmente questa notizia ci preoccupa tutti, la nostra unica arma è la preghiera, tutti noi affidiamo L. a Gesù e Maria e preghiamo, preghiamo, preghiamo….

Di quei momenti angoscianti ricordo solo che dico in continuazione “Ave Maria, Ave Maria …” e ripeto le parole del salmo 34 tanto amato da don Tonino BelloMolte sono le sventure del giusto, ma lo libera da tutte il Signore …” confido nel Signore, Egli ci libererà …

Il giorno dopo - 4 aprile - scrivo una mail a Maria Lucia chiedendole di pregare San Pio perché interceda per L. che dovrà sottoporsi ad ulteriori esami per definire lo stadio del tumore.

I timori sono tanti e il nostro unico sostegno continua ad essere la preghiera.

Il 9 aprile 2008 L. è sottoposta a Tac e prelievo del midollo osseo, mentre il successivo 15 aprile deve recarsi a Napoli per fare una PET, infatti negli ospedali romani non siamo riusciti a fissare un appuntamento in tempo utile.

Il referto della Pet ci arriva per e-mail il giorno 17 aprile e leggiamo:

L’indagine Pet evidenzia accumulo del tracciante a livello della regione ascellare sinistra riferibile in prima ipotesi a captazione aspecifica in relazione alla sede iniettiva. Non si evidenziano aree di significativo iperaccumulo del tracciante a livello dei restanti segmenti corporei esaminati.

Non avendo nessuno di noi studiato medicina, non riusciamo a capire cosa possa significare l’accumulo del tracciante a livello della regione ascellare e la preoccupazione che il tumore si sia esteso anche agli altri linfonodi si insinua in ognuno di noi, che però non dice nulla agli altri.

Intanto ritiriamo anche l’esito della tac e da ciò che leggiamo il linfoma non si dovrebbe essere esteso; per il risultato del midollo osseo ci vogliono ancora parecchi giorni.

Attendiamo con ansia la visita ematologia fissata per il giorno successivo 18 aprile 2008.

Alla visita L. avrebbe dovuto recarsi con mio fratello ma poi le bambine, avendo intuito che la mamma non sta bene e vedendo allontanarsi da casa entrambi i genitori iniziano a piangere e così il papà rimane con loro.

Accompagno io L. alla visita.

Usciamo di casa alle 7.30 e decidiamo di dividerci per guadagnare tempo: io mi reco nell’edificio dove ci sono le casse per la registrazione del ticket e L. nell’altro edificio dove si svolgerà la visita.

Mentre aspetto il mio turno recito il Santo Rosario e quindi vedo su di un sedia, lasciato lì “per caso un giornale che ha in copertina un’immagine di Padre Pio ritratto mentre scrive … è una copia del Settimanale di Padre Pio del 6 aprile 2008.

Lo prendo e vedo che nella copertina finale (quella sul retro dopo l’ultima pagina) c’è l’immagine della Madonna di Fatima, affido a Lei L. e prego P. Pio perché interceda presso Lei e Gesù.

Comincio a leggere la rivista, mi soffermo su di un articolo il cui titolo è : “Preoccupazioni a non finire sembra scritto per noi che in quel momento siamo nella tribolazione, mi colpisce una frase di Santa Teresina: “Se anche Dio mi uccidesse, spererei in Lui” e allora ripeto mentalmente le parole che tanto amava P. Pio : Sacro Cuore di Gesù confido e spero in te sento che i nostri Santi ci sono vicini e intercedono per noi e ancora leggo: “Come uscire dalle nostre paure? Rimettiamole a Dio

L’articolo continua citando un altro grande Santo: P. Massimiliano Kolbe la cui spiritualità si caratterizzava da una sconfinata fiducia nell’Immacolata e conclude così: “Ecco la via d’uscita: la certezza dell’aiuto di Dio e dell’Immacolata … Preghiera, preghiera, preghiera!”

Arriva il mio turno, registro la richiesta medica e quindi mi dirigo verso il secondo edificio dove c’è L. ad attendermi.

Vorrei portare con me la rivista ma poi decido di lasciarla all’ingresso, potrà così essere utile per qualcun altro, ne strappo però la pagina in cui c’è l’articolo che mi ha sostenuta, così potrò rileggerlo ancora.

Arrivata da L. in attesa del medico che ritarda (si sono fatte intanto le 10.00) parliamo con altri pazienti che ci raccontano della loro malattia, degli effetti devastanti della chemio, della caduta dei capelli ecc… vorrei allontanare L. per non farla troppo agitare, ma ormai ha già sentito tutto, impariamo così in brevissimo tempo che ci sono vari stadi della malattia e che ogni stadio a sua volta è suddiviso in varie classi: a, b… Ogni malato è suddisivo in un gruppo: A – D - H e a seconda del gruppo si è assegnati alla corrispondente equipe medica.

C’è gente che viene da lontano e che si è alzata anche alle 2.00 del mattino per essere lì, mamme giovani che hanno lasciato bimbi piccoli con le nonne e vengono da fuori Roma e da fuori Lazio, mi imbatto in un universo di sofferenza che mai avrei immaginato … affido tutti a Gesù e Maria nella preghiera.

Arriva il medico ed inizia le visite, noi siamo chiamati alle 11.00: ci fa accomodare nella stanza, controlla gli esami e finalmente si pronuncia:

La tac è negativa, gli esami ematologici vanno bene, solo la Ves è un po’ alterata, la Pet è negativa … noto un accumulo a livello ascellare che non dovrebbe significare nulla, ma per fugare ogni dubbio Le farei fare un’ecografia ai linfonodi del collo e a livello ascellare, vediamo se c’è posto, così gliela faccio fare al volo …”

Noi non crediamo alle nostre orecchie, L. chiede: “Scusi, ma cosa vuol dire che è tutto negativo?” ed il medico di rimando: “ Vuol dire che di tutti i linfonodi ingrossati soltanto uno era malato ed è stato tolto ora dobbiamo confermare questa buona notizia con l’ecografia.”

Il medico telefona al collega addetto alle ecografie e chiede un appuntamento urgentissimo, gli risponde che se scendiamo al volo possono fare l’eco immediatamente.

Così di corsa andiamo nella sala, che ci spiegano essere nell’edificio dove qualche ora prima avevo registrato il ticket.

Ci dirigiamo verso la sala indicata e ci sembra di volare, ringraziamo il Signore, tutto sembra gioire con noi, anche il sole riscalda i nostri cuori.

Ora ci attende la conferma, ma siamo certe che andrà tutto bene.

Arrivate all’edificio penso di ritrovare il Settimanale di Padre Pio all’ingresso, lì dove l’ho lasciato, ma non c’è più. Scendiamo due piani più sotto per andare nella sala delle ecografie e passiamo davanti alla cappella dove intravedo un bellissimo quadro della Madonna di Pompei ed una statuetta di P. Pio: ancora una volta mi raccomando alla Mamma Celeste e chiedo l’intercessione di P. Pio. Ovunque andiamo Maria Santissima ci accompagna e P. Pio ci rassicura della sua vicinanza e preghiera.

Arriviamo all’accettazione per fare l’ecografia e cosa vedo allo sportello??? … Il Settimanale di P. Pio che avevo lasciato all’ingresso: si trova due piani più sotto e proprio dove siamo ora noi…

Nell’attesa che L. si sottoponga all’ecografia telefono a mio fratello e a mia madre e la commozione si impadronisce di tutti noi.

Fatta l’ecografia ritorniamo dal medico ed aspettiamo il risultato, ne approfitto per chiedere a L. : “Ma quanti linfonodi ti si erano ingrossati?” E lei : “Ne toccavo circa una trentina.”

Il medico ci chiama: il risultato è negativo, così come auspicato. Alleluia!!!

Il medico formula quindi la diagnosi:

Si tratta di un linfoma di Hotcking al primo stadio/A, è il minimo che Le potesse capitare. Il linfonodo malato è stato tolto, non possiamo però far finta di niente e deve perciò fare per protocollo un ciclo breve di quattro chemio e successivamente di radio, la prima chemio la fissiamo per il 24 aprile.”

Nel momento in cui sento la data del 24 aprile, mi ricordo che proprio in quel giorno il corpo di P. Pio sarebbe stato esposto alla venerazione dei fedeli…ecco un altro segno che P. Pio ci invia dal cielo!

Il giorno dopo 19 aprile decido di andare insieme a mia madre a ringraziare l’Immacolata nella chiesa dell’ Immacolata di via Veneto tenuta dai frati cappuccini, dove c’è anche una grande statua di P. Pio che sorridente accoglie i visitatori a braccia aperte. Pensiamo di andare a pregare e ringraziare anche P. Pio e don Tonino Bello (di cui il giorno successivo 20 aprile ricorre il dies natalis) per la loro intercessione.

Entrate ci dirigiamo verso l’altare maggiore dove c’è un meraviglioso quadro dell’Immacolata e mentre ci avviciniamo mi soffermo presso una bacheca dove vengono messi avvisi, immaginette, riviste ecc… e cosa trovo?.. … un’immaginetta della Madonna delle Grazie di San Giovanni Rotondo!!! Premetto che ogni volta che penso alla Madonna delle Grazie mi viene in mente anche P. Pio che ne era tanto devoto e don Tonino (leggendo infatti un libro sulla vita di don Tonino sono venuta a conoscenza che negli ultimi giorni della sua vita aveva fatto appendere alle pareti della sua stanza tanti quadri della Madonna – su di una parete il quadro della Madonna dei Martiri, su di un’altra quello della Madonna di Corsignano e così via - in modo tale che - ovunque fosse girato - potesse incontrare gli occhi di Maria. Al momento in cui è salito al cielo il 20 aprile 1993, il suo ultimo sguardo è stato per la Madonna delle Grazie).

Prendo questa immagine della Madonna delle Grazie e ancora la conservo gelosamente non separandomene mai.

L. inizia le chemio il 24 aprile, la successiva sarà dopo due settimane l’8 maggio - giorno della Madonna di Pompei - quindi il 22 maggio - giorno del Corpus Domini e di Santa Rita - per terminare il 5 giugno. Affronta tutto con grande coraggio e non vuole traumatizzare le bambine, così decide di tenere in testa per le ore della chemio una cuffia di ghiaccio secco per evitare la caduta dei capelli.

Terminato il ciclo di chemio deve rifare gli esami ematologici, la Tac e la Pet che risulteranno negativi, nel frattempo arriva l’esito del prelievo del midollo osseo, anch’esso negativo.

La successiva visita ematologica è fissata per il 30 giugno 2008 .

Accompagno sempre io L., vado a vidimare il ticket e scendo nella Cappella a ringraziare il Signore.

Entrata nella Cappella rivedo il bellissimo quadro della Madonna di Pompei e la statuetta di Padre Pio e mi riecheggiano le parole di S.Pio: “ … Il Rosario è un’arma potente …”

La visita conferma che è tutto negativo, quindi non c’è bisogno di fare altre chemio ma si passa ad un ciclo di radio da fare per pochi minuti durante quindici giorni di seguito.

La radio inizia il 9 luglio per terminare il 30 luglio (avrebbe dovuto terminare il 29 ma per un giorno il macchinario si è rotto ed è stato fermo).

La visita di controllo è fissata per il 1º ottobre, quando dovrà riportare altri esami di controllo.

Il 20 settembre – giorno delle stigmate di P. Pio – L. fa l’ecografia ai linfonodi con esito negativo, il 22 settembre gli esami ematologici, tutti nella norma e la visita del 1º ottobre conferma che tutto procede bene: dovrà soltanto fare ogni tre mesi i controlli previsti dal protocollo, possiamo dire che il male è sconfitto.

Il giorno 1º ottobre possiamo mettere finalmente la parola fine all’incubo della malattia.

Mentre scrivo mi accorgo di un’altra coincidenza: il 1º ottobre è il giorno di Santa Teresina e lei mi è stata vicina con le sue parole riportate nell’articolo de Il settimanale di Padre Pio e - come ho già detto - lo stesso articolo citava anche Padre Massimiliano Kolbe sottolineando il suo abbandono totale all’Immacolata.

Per ringraziare la Madonna il 27 settembre scorso abbiamo fatto celebrare una Santa Messa presso l’altare della Madonna del Miracolo nella chiesa di Sant’Andrea delle fratte qui a Roma ( luogo in cui il 20 gennaio 1842 avvenne l’apparizione della Madonna all’ebreo Alfonso Ratisbonne che si convertì) dinanzi a questo altare Padre Massimiliano Kolbe celebrò la sua prima Santa Messa…

Ti invio la mia testimonianza oggi 7 ottobre giorno della B.V. Maria del Santo Rosario … nella supplica a Lei dedicata dal Beato Bartolo Longo diciamo:

O Rosario benedetto di Maria, catena dolce che ci rannodi a Dio, vincolo di amore che ci unisci agli angeli, torre di salvezza negli assalti dell’inferno, porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più …” e posso dire che abbiamo sperimentato nella nostra vita l’avverarsi di queste parole dolcissime e potentissime; attraverso la preghiera a Maria - in comunione con i nostri Santi - siamo rimasti saldamente rannodati a Dio Padre Provvidentee a Suo Figlio Gesù.

Voglio salutarti e ringraziarti ancora scrivendoti una preghiera/poesia dedicata alla Madonna che ho trovato qualche anno fa, non so chi l’abbia scritta, ma so essere molto antica, forse la conosci :

Ipsa pervenis

Non distogliere gli occhi dalla luce di questa stella se non vuoi affondare nella burrasca … che il suo nome non si allontani dalle tue lebbra, che non cada mai dal tuo cuore … Seguendola sei sicurao di non deviare; pregandola di non disperare; consultandola di non ingannarti.

Se lei ti sostiene, tu non cadrai, se ti protegge, non avrai nulla da temere, se ti guida, non ti stancherai;

se ti è favorevole, giungerai al porto.

Ti ringrazio ancora tanto cara Maria Lucia per il tuo sostegno nella preghiera. Dovrò venire un giorno a San Giovanni Rotondo per ringraziare San Pio per la sua intercessione.