LETTERA DI RINGRAZIAMENTO


Mi chiamo Dibitonto Filippo è sono il papa di Alessia.

Alessia è una bambina di cinque anni ed è a lei che è successa una cosa meravigliosa, ora la racconto. Più o meno verso la metà del mese di gennaio 2006, ci accorgemmo io e mia moglie Angela che sotto la lingua di Alessia si era formato qualcosa di strano. Allora cominciammo le indagini mediche e alla fine ci rivolgemmo ad un otorinolaringoiatra che diagnosticò si trattava di un FIBROMA. Allora decidemmo di farla operare.

Il giorno 4 febbraio Alessia si opera, in anestesia locale all' ospedale Miulli di Acquaviva delle fonti. Più in là avemmo il risultato dell'esame istologico confermandoci ciò che aveva diagnosticato il medico. Tutto andava per il meglio poi dopo circa un mese notammo che quel fibroma si stava riformando e avvisammo l'otorino della cosa, era il 20 marzo. L'otorino fissò la visita per il giorno 24 marzo. Il giorno 22 Alessia toma da scuola e dice di non sentirsi bene, comincia a rimettere e verso sera la temperatura corporea arrivò a 38° e 1/2. Tachipirina e impacchi non sono sufficienti, la temperatura sale sui 41° cosi gli somministrammo una bustina di Aulin mite. La febbre comincia a scendere e Alessia prese il sonno nel nostro letto. La notte intorno alle ore 4 vomitò sangue nero digerito , capimmo che la cosa era grave, chiamammo la dottoressa e diagnosticò che si trattava di ematemesi iatrogena e fu lei stessa che ci consigliò di recarci all'ospedale di San Giovanni rotondo. Così facemmo e comunque dopo le cure prestategli Alessia si riprese. Il giorno 28 marzo fu dimessa, ma prima di ciò la visitò l'otorino per quel Fibroma sotto la lingua e ci disse che era da operare al più presto altrimenti si espandeva di più. Dopo essere usciti dall'ospedale dedicammo la giornata a PADRE PIO considerato che io sono un tifoso di Padre Pio (detto nel gergo calcistico). Visitammo la chiesa, andammo a pregare sulla tomba. Avemmo un colloquio con fra Fedele che ci sollevò spiritualmente. Infine ci recammo nella scuola di san Giuseppe a vedere il miracolo del vetro. Avemmo un accoglienza speciale da parte delle suore che ci mostrarono il vetro miracolato e ci invitarono a bere l'acqua del lavandino di quel bagno che per tanta gente che ha fede abbia fatto dei miracoli. Riempimmo una bottiglia e tornammo a Barletta. La sera del giorno stesso Alessia viene visitata dal dott.  Scarcella, il medico otorinolaringoiatra che il 4 febbraio l'aveva operata per il fibroma sotto la lingua. Questo fibroma si era ingrossato ulteriormente e ci disse che doveva essere rioperata in anestesia totale perché il taglio doveva essere più profondo dell'altra volta e bisognava mettere qualche punto di sutura. Ci congedò dicendoci che ci faceva sapere quando dovevamo fare l'intervento.

Il giorno 8 aprile il dott. Scarcella mi chiama dicendo che la bambina doveva essere operata venerdì 14 aprile (venerdì santo), al che noi rispondemmo se era possibile dopo Pasqua per non rovinare la festa alla bambina che ci teneva tanto perché doveva trascorrere la pasquetta con le sue amichette in campagna. Il sabato 15, vigilia di Pasqua, ero in compagnia del mio amico dott. Michele Misuriello (un bravissimo ecografo) che oltre ad essere un caro amico è anche un mio condomino e guardando la lingua di Alessia mi disse: “Filippo perché non l'hai fatta operare? Ora quando più tempo passa più grosso diventa e più profonda sarà l'incisione e dunque la bambina soffrirà di più”.  Era sera tornai a casa e effettivamente il Fibroma era molto grosso a tal punto che quando la bambina parlava usciva fuori dalla lingua. Mi sedetti sul letto e cominciai a piangere con mia moglie che cercava di rincuorarmi. Prima di andare a letto Alessia bevve l'ultimo bicchiere dalla bottiglia dell'acqua riempita alla scuola san Giuseppe. Poi prima di mettermi a letto,come tutte le sere, faccio la mia preghiera a Gesù e a Padre Pio. Notai che quella preghiera era più sentita delle altre sere. Quella notte mi sogno Padre Pio, parecchie volte lo avevo sognato ma quella notte lui veniva verso di me con le braccia aperte e rideva. Mi sveglio e racconto il sogno a mia moglie Angela, poi di scatto mi alzo dal letto e vado nella stanzetta dove dormono le mie dolcissime bambine Isabella e Alessia. Alessia si sveglia e mi dice: che c'è papa? Niente gli dissi. Notai qualcosa di strano, gli andai vicino dicendogli di sollevare la lingua e a quel punto mi accorsi che sotto la lingua di Alessia non c'era più niente, tutto sparito come per magia. Facemmo tutti una preghiera a Padre Pio con le lacrime agli occhi. Chiamai subito il mio amico medico che il giorno prima aveva visto la lingua, rimase senza parole e mettendosi le mani in testa disse: “Filippo questo è un miracolo!”. Allora ci recammo alla scuola Sacro cuore dove Alessia frequenta il terzo anno di materna e ne parlammo con la superiora suor Angela e lei ci disse che chi ha fede come noi alla fine viene premiato. Martedì 18 la facemmo vedere dal dott. Scarcella e anche lui ci confermò che la cosa non ha una spiegazione medica. Tutto questo ha fatto rafforzare non solo la nostra fede, ma quella dei nostri parenti e amici.

GRAZIE PADRE PIO, GRAZIE GESÙ'

 

Barletta li, 20 aprile 2006

Dibitonto Filippo

Piccolo Angela